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Come funziona il raffreddatore ad acqua: una guida completa

Il sistema di raffrescamento evaporativo rappresenta oggigiorno la più efficace e moderna tecnologia per il raffrescamento di ampi locali che si serve di raffrescatori d’aria o condizionatori ad acqua.

Ma cosa si intende per raffrescatore evaporativo e come funziona il raffreddatore ad acqua?

Un raffreddatore ad acqua è un dispositivo utilizzato per abbassare la temperatura di una determinata area o sistema. Può essere usato per abbassare la temperatura di una stanza o addirittura di un ambiente più ampio, come capannoni industriali, laboratori artigianali, padiglioni espositivi, chiese e spazi commerciali all’aperto.

Si tratta inoltre di una scelta sana, ecosostenibile dal momento che il consumo energetico risulta essere da dieci a quindici volte inferiore a quello dei sistemi convenzionali di climatizzazione.

Nel presente articolo viene presentato questo sistema innovativo e vantaggioso, al fine di comprendere come funziona l’aria condizionata ad acqua, e di presentare anche quelli che si ritengono essere i pro e i contro di un raffrescatore evaporativo.

Per ultimo, si intende dare anche una risposta a due domande comuni:

  • Quale acqua mettere nel raffrescatore evaporativo;
  • Quanto consuma un raffrescatore ad acqua.

Sommario:

Come funziona il raffreddatore ad acqua: una guida completa
Raffrescatore ad acqua: cos’è?
Condizionatori ad acqua: come funzionano?
Il processo di raffrescamento evaporativo: le fasi
Raffrescatore pro e contro
Quale acqua mettere nel raffrescatore?
Dove si mette l’acqua nel raffrescatore?
Quanto consuma un raffrescatore ad acqua?
Raffrescatori ad acqua di Aircon: la scelta conveniente

 

Raffrescatore ad acqua: cos’è?

Come già precedentemente accennato, un raffreddatore ad acqua è un dispositivo utilizzato nei sistemi di raffreddamento industriali, capace di rinfrescare spazi e ambienti anche di grandi dimensioni.

Il raffrescatore evaporativo è un apparecchio capace di raffreddare l’aria in maniera del tutto naturale, senza l’impiego di gas refrigeranti e compressori.

Durante la stagione estiva è frequente che si generi un microclima malsano e fastidioso, addirittura capace di ridurre esponenzialmente la produttività e l’attenzione all’interno di ambienti industriali. In situazioni come queste, è consigliabile disporre di un sistema capace di cambiare continuamente l’aria calda e stagnante con aria presa dall’esterno, raffrescata e pulita.

Oggi, il raffrescatore evaporativo ad acqua rappresenta un punto di riferimento per chi vuole provvedere al raffrescamento dell’aria, senza creare un danno all’ambiente.

Chiamato anche “swamp cooler”, si tratta essenzialmente di un ventilatore dotato di un serbatoio di acqua necessario a umidificare un filtro. Il raffrescatore evaporativo sfrutta lo scambio energetico tra acqua e aria: al momento dell’evaporazione dell’acqua, viene consumata una certa quantità di energia estrapolata dall’aria, capace di generare un abbassamento della temperatura.

Nella pratica, l’aria calda viene aspirata, per poi essere evaporizzata attraversato il filtro. In questa maniera, viene rilasciata verso l’esterno l’aria più fredda.

 

Condizionatori ad acqua: come funzionano?

La maggior parte dei climatizzatori generano aria fredda avvalendosi di uno specifico gas che funge da fluido termovettore e che viene raffreddato tramite aria o acqua.

Il raffrescatore ad acqua invece si basa sulla circolazione dell’acqua e sulla diffusione forzata dell’aria fredda.

Ma come funziona il raffreddatore ad acqua? L’aria calda, passando tramite una zona nella quale è presente l’acqua, rilascia il suo calore grazie alla presenza di una ventola che incanala l’aria stessa. In questa maniera viene raffreddata grazie ad un apposito refrigeratore e viene solo successivamente usata per raffrescare l’aria rilasciata nell’ambiente.

Il funzionamento di questo apparecchio di basa su un’evidenza conosciuta da molto tempo, secondo cui l’aria può facilmente essere raffreddata dall’acqua, e che la quantità di vapore presente nell’aria è funzione della sua temperatura.

Il principio appena esplicato prende il nome di “raffreddamento adiabatico”, sulla base del quale per abbassare la temperatura presente all’interno di un dato ambiente è prima di tutto necessario fare evaporare parte del vapore acqueo presente nell’aria, generando successivamente un raffreddamento di questa.

 

Il processo di raffrescamento evaporativo: le fasi

Per rispondere alla domanda “come funziona un raffreddatore ad acqua”, è utile presentare quelle che sono le fasi del lavoro attuato da parte di un raffrescatore evaporativo:

  • Il raffrescatore evaporativo aspira in un primo momento l’aria calda dall’ambiente circostante, grazie all’azione di una ventola apposita;
  • L’aria calda viene successivamente spinta verso un pannello evaporativo bagnato e inumidito dall’acqua presente all’interno di un serbatoio. Nella seguente maniera è possibile aggiungere all’aria calda una certa quantità di vapore acqueo capace di portarla ad un’umidità molto elevata;
  • L’aria calda assorbe nell’immediato il vapore acqueo grazie alla sua temperatura elevata e aumenta di conseguenza il proprio livello di umidità relativa;
  • A questo punto, una parte dell’umidità propria dell’aria evapora nell’immediato;
  • Conseguentemente l’aria cede una parte del suo calore all’acqua, provocando un abbassamento della temperatura dell’aria stessa;
  • L’aria più fresca viene così rilasciata nuovamente nell’ambiente circostante.

Il processo appena descritto è continuativo per tutto il tempo nel quale il raffrescatore ad acqua è acceso e funzionante.

 

Raffrescatore pro e contro

Come già detto, il raffrescatore ad acqua è la soluzione più conveniente per gli ambienti industriali e non solo. Viene spesso utilizzato nelle aree in cui le normali unità di raffreddamento e condizionamento d’aria possono essere costose o poco pratiche.

Descrivendo come funziona un raffreddatore ad acqua, è necessario sottolineare come questo si presenti come un modo conveniente e spesso economico per portare un po’ di rinfrescante sollievo durante i giorni più caldi dell’anno.

Uno dei principali vantaggi dei raffrescatori è che possono raffreddare una stanza in modo più economico rispetto ad altre soluzioni più costose e meno performanti. Non usando compressori come invece fanno altri climatizzatori, è possibile inoltre ottenere anche dei notevoli vantaggi energetici.

Un raffrescatore evaporativo è anche dotato di meccanismi di stabilizzazione della temperatura, che consente di regolare la temperatura in una stanza desiderata.

Durante l’inverno, alcuni modelli possono anche essere utilizzati come sistema di riscaldamento, sfruttando l’acqua calda erogata dalla caldaia, con una temperatura compresa tra i 40 e i 50 gradi.

Grazie alla loro velocità di installazione inoltre, si presentano la soluzione più ideale capace di far fronte ad arrivi imprevisti o temperature estive inaspettate.

Seppur in netta minoranza, è possibile talvolta che un raffrescatore evaporativo presenti eventuali svantaggi:

  • Poiché raffredda solo l’aria, non produce sempre un’umidità gradevole, rischiando di lasciare l’aria più secca;
  • Alcuni modelli possono rappresentare talvolta un rischio per l’ambiente, poiché emettono notevoli quantità di anidride carbonica.

 

Quale acqua mettere nel raffrescatore?

Come è facile immaginare, l’acqua risulta essere un elemento essenziale per il corretto funzionamento di un raffrescatore evaporativo. Il tipo più comune, il raffrescatore adiabatico, utilizza acqua per creare una temperatura confortevole.

Ma quale acqua mettere nel raffrescatore evaporativo per un suo corretto utilizzo?

In primo luogo, l’acqua utilizzata per riempire un raffrescatore deve essere pulita per evitare la formazione di sedimenti o di sporco all’interno del sistema. Se possibile, l’acqua deve essere prima filtrata oppure depurata.

L’acqua deve inoltre essere bilanciata, nel senso che non deve essere troppo alcalina o troppo acida. Si consiglia di misurare l’acqua prima di riempire il raffrescatore evaporativo. Se necessario, è possibile utilizzare un additivo (incluso l’acido citrico) per bilanciare le dighe dell’acqua.

Anche la durezza dell’acqua può avere un impatto significativo, tenendo conto che se troppo dura può danneggiare l’intero sistema. Si sconsiglia di conseguenza, l’utilizzo di acqua dolce.

Infine, l’acqua sporca può essere utilizzata in modo sicuro nei raffrescatori adiabatici, ma può ridurre l’efficienza del sistema, quindi non è consigliata se non strettamente necessario.

 

Dove si mette l’acqua nel raffrescatore?

Per comprendere dettagliatamente come funziona un raffreddatore ad acqua, è necessario capire dove inserire l’acqua all’interno dell’apposito dispositivo.

L’acqua deve essere necessariamente inserita in una tanica presente all’interno del raffrescatore stesso. Questa è dotata di un’elevata capienza per permettere il funzionamento della macchina, anche per diverse ore.

Per inserire l’acqua nel raffrescatore d’aria in modo efficiente, è bene assicurarsi che la bacinella sia pulita e ben asciugata. Se al suo interno è presente polvere o sporcizia, bisogna provvedere alla loro rimozione prima ancora dell’accensione del raffreddatore d’aria.

Quando si riempie la tanica, è bene assicurarsi che non venga superato il livello massimo di acqua, contrassegnato dall’apposita linea presente nel serbatoio.

 

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Quanto consuma un raffrescatore ad acqua?

Il raffrescatore ad acqua rappresenta una valida alternativa ai sistemi di condizionamento tradizionali, che hanno un grande impatto sull’ambiente. Questo utilizza acqua invece che refrigeranti dannosi.

Ma quanto consuma un raffrescatore ad acqua?

Il consumo di energia è influenzato da diverse variabili, come l’efficienza energetica del dispositivo, le specifiche del modello e la frequenza d’uso. A seconda di queste variabili, un raffrescatore ad acqua può consumare da 1,2 a 9 kWh al giorno durante un periodo di 24 ore.

Con una media di 3 kWh al giorno, un raffrescatore evaporativo consuma in maniera ridotta rispetto ai sistemi di condizionamento tradizionali. È inoltre possibile ottenere una riduzione dei consumi impostando un timer ed abbassando la temperatura durante la notte.

Per gli amanti della tecnologia un raffrescatore ad acqua può inoltre essere collegato a dispositivi smart, consentendo un’ulteriore ottimizzazione dei consumi grazie alla programmazione del timer e delle temperature.

In conclusione, grazie al minore impatto ambientale e all’efficienza energetica ottimizzata, un raffrescatore evaporativo rappresenta una valida alternativa ai sistemi di condizionamento tradizionali. Se scelto correttamente, può inoltre rappresentare un’ottima fonte di risparmio sulla bolletta energetica.

 

Raffrescatori ad acqua di Aircon: la scelta conveniente

Noi di Aircon proponiamo una vasta gamma di raffrescatori d’aria utili ed essenziali a rinfrescare diversi luoghi di lavoro soggetti ad elevate temperature e alla formazione di aria malsana, tra cui:

  • Industria manifatturiera;
  • Settore artigianale;
  • Spazi commerciali;
  • Chiese.

I raffrescatori evaporativi da noi proposti garantiscono il 100% di aria esterna fresca, filtrata e pulita, che si rinnova ripetutamente in base al bisogno e alle esigenze, mantenendo al tempo stesso un livello di umidità adeguato.

I nostri sistemi di raffrescamento dell’aria hanno anche la capacità di incrementare il raffreddamento con l’aumento della temperatura presente all’esterno dell’edificio.

Grazie all’utilizzo dei nostri sistemi è possibile garantire il miglioramento del microclima presente all’interno del luogo di lavoro, grazie al continuo cambio dell’aria, che da calda e ristagnante può rinnovarsi, assicurando una maggior freschezza e una qualità migliore della stessa.

Se sei interessato a saperne di più su come funziona un raffreddatore ad acqua, visita il nostro sito Aircon. Non esitare a contattarci per fissare subito un appuntamento e scoprire la soluzione più adatta alle tue esigenze.

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